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Perchè serve una Strategia per comunicare sui Social Media
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Come vendere su Instagram
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10 tattiche per lanciare un nuovo prodotto usando i Social Media
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Come farsi notare per collaborare con i brand giusti se sei un Influencer
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Elementi fondamentali di Lead Generation su Facebook

Come impostare una campagna di Lead Generation su Facebook? Quali sono gli elementi fondamentali da studiare per raccogliere contatti necessari alla crescita del business?

In questo momento i vostri nuovi potenziali clienti  sono collegati ad un social media. Come fare ad attirare la loro attenzione per poterli contattare e proporre loro i vostri prodotti o servizi?

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In questo momento milioni di persone stanno interagendo sulle piattaforme social media, commentando un post, pubblicando una fotografia, scorrendo il feed o rispondendo ad un messaggio. Migliaia di opportunità per proporre loro i vostri prodotti o servizi. Tra questi utenti ci saranno alcuni potenzialmente interessati e sono a vostra disposizione, a portata di click. Come sfruttare allora queste opportunità?
Facendo Lead Generation su Facebook, ad esempio.
Raccogliere nominativi di utenti interessati e ricontattarli con una strategia specifica, è un’operazione necessaria se si vuol far crescere il proprio business e trovare nuovi clienti.

La Lead Generation è un momento importante ed un tassello della Strategia di Comunicazione sui Social Media. Nel post Perchè serve una Strategia per comunicare sui Social Media , vi abbiamo spiegato alcuni degli aspetti fondamentali ed oggi affronteremo un altro punto focale e strategico.

Lead Capture

Un primo importante elemento è la Lead Capture . Gli utenti devono ricevere informazioni trasparenti su cosa riceveranno in cambio della loro registrazione. Le persone sono sempre molto reticenti quando devono rilasciare i propri dati. Perchè dovrebbero consegnare il loro indirizzo email? Il motivo per cui richiediamo i loro dati deve essere perciò spiegato in modo chiaro dicendo che beneficio otterranno registrandosi. 

Lead Magnet

A questo scopo, viene in aiuto il Lead Magnet, un elemento che fungerà come un vero e proprio ‘magnete’, attirando. Rilasciare il proprio indirizzo email deve essere un elemento di scambio reciproco tra l’utente e l’azienda. In cambio dell’indirizzo email, l’utente riceverà un contenuto estremamente utile al suo business. In concreto può trattarsi di un ebook, uno sconto sul primo ordine, un webinar ad hoc. L’importante è offrire un contenuto di valore studiato per agganciare l’utente in modo tale da avvicinarlo al passo successivo, quello di presentargli i prodotti ed i servizi dell’azienda.

Landing Page

La pagina in cui si spiegherà il motivo per cui richiediamo i dati, cosa stiamo offrendo e le varie ed eventuali (consenso privacy, ecc…) si chiama Landing Page. Questa deve avere una struttura studiata attentamente, in modo da prendere l’utente per mano e portarlo passo dopo passo alla registrazione finale. Se un tempo era semplice raccogliere indirizzi email oggi non lo è più ed ogni singolo dettaglio va studiato e vagliato attentamente. Per gli utenti che non si iscriveranno, possiamo sempre creare una Custom Audience per ricontattarli con una campagna di Retargeting. E’ consigliato testare più landing page e vedere quale converte di più.

Tutti i contatti raccolti, possono poi essere suddivisi in sottogruppi: quando si sono messe in atto più operazioni di Lead Generation si avranno a disposizione utenti di diversa provenienza e quindi con motivazioni diverse. Chi si è registrato per scaricare un ebook può avere richieste diverse da chi si è iscritto alla newsletter, pertanto i sottogruppi possono essere utili per pensare ad uno step intermedio per raccogliere ulteriori informazioni. Il rischio di perdere un contatto è sempre in agguato, va pensato perciò un modo non troppo invasivo per stare in contatto senza pressioni.

In conclusione

Il messaggio da sviluppare si snoderà sui seguenti punti: si parte sempre da ciò che cercano i nostri clienti potenziali, dobbiamo fornire un beneficio chiaro e chiedere di compiere una precisa azione in cambio. 

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Se invece siete interessati ad una campagna per trovare nuovi clienti, contattateci subito e conosciamoci, per poter approfondire le vostre esigenze.

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Come vendere su Instagram

Se il tuo dubbio ultimamente è come vendere su Instagram, allora continua a leggere questo post perchè ci sono informazioni che potrebbero esserti utili.

Come si fa a vendere su Instagram o come si può migliorare la visibilità dei prodotti di uno shop su Instagram, spingere e sfruttare tutte le possibilità messe a disposizione dalla piattaforma.

In attesa che anche in Europa si possa vendere direttamente dalla piattaforma, vediamo quali possibilità sono offerte adesso da Instagram per poter ottimizzare le vendite.
Abbiamo affrontato l’argomento come vendere su Instagram anche in altri post, in questa sede vi daremo una serie di consigli utili da sperimentare subito per iniziare a impostare il vostro shop o per migliorare quello che già avete.

Creare Instagram shop: per chi ancora non ha uno shop, può iniziare creandolo direttamente dall’app di Instagram. Il secondo step sarà la creazione del catalogo prodotti. Lo shop verrà collegato con un tasto ‘visualizza shop’ presente in bella mostra sul profilo. Inoltre i post che vengono pubblicati, figurano via via anche nella sezione ‘shopping’ e ‘cerca’.

Link in bio: invece di avere un solo link per il profilo, si possono usare alcuni strumenti che permettono di creare una seconda bacheca accessibile dal link. Questa seconda bacheca può contenere più di un link ed essere quindi impostata in modo più commerciale. Si può mettere ad esempio il link alla newsletter per raccogliere gli indirizzi mail delle persone interessate ai prodotti, evidenziare una sezione con gli sconti oppure mettere in evidenza il link ad una categoria di prodotti. La seconda bacheca è uno strumento flessibile che si può variare velocemente a seconda delle esigenze stagionali.

Ig shopping: acquistare direttamente da Instagram, al momento è possibile solo negli USA, ma da mesi si parla di poter accedere a questa soluzione anche in Europa. Aver creato una community che graviti intorno all’account è quindi importante per farsi conoscere come brand, far conoscere i prodotti ed essere pronti al momento che la procedura di acquisto sia possibile internamente all’app.

Creare Guide su Instagram: se vi siete persi il post Guide Instagram: cosa sono e come usarle per il proprio Brand vi consigliamo di leggerlo. Gli argomenti varieranno in base a cosa dovete vendere, quindi potete proporre stili, tendenze, utilizzi ecc. Le Guide di Instagram servono per fornire consigli. Si possono usare contenuti già postati o contenuti di altri utenti. Sono suddivise in Places, Products e Posts. Il primo serve per raggruppare luoghi della propria città o luoghi più lontani. Products si usa per consigliare i prodotti preferiti e Posts per raccogliere per argomento i post creati o salvati. Per creare delle Guide efficaci serve una strategia per valorizzare e mettere in evidenza i prodotti.

Stories con shopping: le stories sono al momento lo strumento che insieme ai Reels vi darà una maggiore copertura in termini di utenti raggiunti. Mettendo in evidenza i vostri prodotti con dei video avrete la possibilità di far toccare più da vicino tutti i dettagli o i modi di utilizzo, di spiegare il funzionamento o di mostrare la semplicità di uso. Sono importanti per interagire con la community. Chi ha un Instagram shop può mettere il tag al prodotto con il seguente link al sito ecommerce

Igtv e Reels: come spiegato sopra, i video sono più efficaci per spingere le vendite. Inoltre le sezioni di ricerca di Instagram dedicate ai video e ai Reels, sono un’altra area da esplorare per raggiungere nuovi utenti. 

Influencers: possono taggare prodotti e proporli per la vendita, direttamente dai loro profili. L’opzione è disponibile al momento solo negli USA . Coinvolgere però qualche microinfluencer è però una tattica da sperimentare. La scelta va effettuata con attenzione ma i risultati sono in genere positivi. Anche in questo caso serve ed è basilare, una strategia che unisca gli sforzi e miri ad un obiettivo univoco proposto dall’azienda.

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5 consigli utili da applicare subito per scattare belle fotografie di moda

Sei in cerca di consigli per scattare belle fotografie di moda? Allora sei nel posto giusto, perchè stiamo per svelarti dei trucchi necessari per valorizzare i capi che devi fotografare.

Se devi scattare le foto per il tuo nuovo sito web, per un brand del mondo moda o vuoi lanciare un eshop tutto dedicato al fashion e ti servono dei consigli utili per impostare il tuo lavoro, questo articolo può aiutarti.

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Cerchi dei consigli per scattare belle fotografie di moda? Per dare una mano a chi sta preparando un nuovo sito web o eshop ma non ha abbastanza budget per lavorare con un professionista, abbiamo pensato di scrivere questo post. La fotografia è un elemento importante sul web ma non sempre si ha un budget sufficiente. Soprattutto quando si gestisce un sito ecommerce e quando si hanno i canali social media attivi, è  necessario avere a disposizione tanto materiale fotografico. Imparare le basi della fotografia fashion è perciò utile, per creare almeno quei contenuti che si andranno a condividere via via sulle piattaforme social. Gestire la luce, il layout di un’immagine e lo styiling saranno attività semplici da apprendere e divertenti da mettere in pratica. 

Come abbiamo già spiegato per la fotografia food, nel nostro post 5 consigli utili per scattare foto food per il tuo ristorante , una bella immagine serve per catturare l’attenzione e farsi notare. Questo vale per tutti i prodotti, nel mondo della moda ancora di più, perchè l’immagine è tutto e l’impatto estetico deve essere coinvolgente ed immediato. Per iniziare non servono particolari attrezzature ma un po’ di occhio critico.

  1. Attenzione alla luce. La luce è tutto, fa la differenza. E’ bene che sia uniforme e chiara, non troppo forte e non perpendicolare al terreno. Meglio se naturale e possibilmente luce del giorno. Se vi dotate di un pannello riflettente potrete compensare la luce laterale evitando ombre troppo scure o nette. All’inizio usate luoghi ben illuminati, all’aperto e senza finestre o vetri riflettenti sullo sfondo. Se avete una fonte di luce troppo forte, scehrmatela con una tenda bianca o un telo, renderà la luce più soffusa e meno diretta.
  2. Scegliere la giusta location. Quando sceglierete la location, fate attenzione a come è illuminata e ai giochi di luce che potrebbero crearvi difficoltà con le ombre. Evitate schemi complicati e preferite, almeno nella fase iniziale location semplici e ben illuminate. I muri bianchi riflettono molta luce, le fronde degli alberi possono creare dei giochi di luci e ombre piacevoli ma distrarre l’attenzione sui dettagli di un capo. Perfetti gli elementi come finestre aperte o porte, che possono creare un effetto-cornice intorno all’oggetto da fotografare.
  3. Programmi di post-produzione. Ricordate che tutte le fotografie, anche quelle professionali vengono elaborate con programmi di post-produzione. Questo serve per migliorarle e togliere anche i minimi difetti. Esistono tante App, anche gratuite che supportano in questa fase. In genere si vanno a correggere il contrasto e la luminosità, l’inquadratura ritagliando solo quello che vogliamo mettere in risalto e il colore. Aggiustare la luminosità ed il contrasto potrebbe essere il primo passo per aggiustare le vostre prime fotografie di moda. Un discorso a parte va fatto sui filtri da applicare alle immagini. Per questo però, rimandiamo ad un eventuale futuro post.
  4. Bianco/Nero o a Colori? A volte il colore complica la fotografia. Il Bianco/Nero è in genere più artistico e rende la fotografia più accattivante. Quando però, si devono scattare delle belle foto per la moda, come far vedere un catalogo prodotti il bianco e nero non è adatto. Un catalogo prodotti moda richiede delle belle fotografie a colori. Con il bianco/nero si risaltano le forme e i contorni. Ricordo che una volta un fotografo mi fece notare che una foto a colori imperfetta può essere virata in bianco/nero ed essere usata lo stesso. Per i canali social media, alternare fotografie in bianco/nero ad altre a colori può aiutare a creare una piacevole gallery. Si può usare una foto in bianco/nero nelle Stories come sfondo e appoggiare sopra del testo colorato. Quando però, dobbiamo mostrare un capo nei suoi dettagli è meglio il colore.
  5. Contrasto tra oggetto e sfondo. Più oggetti mettiamo in un setting, meno attenzione avremo su ciascuno. L’occhio si muove tra gli oggetti in modo veloce, dedicando pochi secondi a ciascuno e fermandosi su quelli che attirano di più l’attenzione. Stesso discorso vale per lo sfondo. Uno sfondo uniforme aiuterà a far risaltare ciò che mettiamo in primo piano. Attenzione anche agli abbinamenti di colore tra oggetti e sfondo. Uno sfondo nero farà risaltare di più un oggetto colorato, mentre lo stesso oggetto fotografato su uno sfondo bianco acquisterà luminosità.

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Come misurare le performance dei post sui Social Media

Misurare le performance dei post sui social media è necessario per capire se il lavoro che stiamo facendo ci porta verso l’obiettivo previsto.

La prima cosa da chiedersi è: come intendiamo misurare le performance dei post che con impegno pubblichiamo sui social media? Che parametri dobbiamo usare?

come misurare performance post sui social media

Abbiamo scritto spesso che alla base dell’attività sui Social Media dobbiamo definire una strategia chiara. Se ti sei perso il post ‘Perchè serve una strategia per comunicare sui social media‘ ti consigliamo la lettura.
Capire se il nostro lavoro sui social media ha successo o è un fallimento, prevede infatti aver fissato sin dall’inizio un obiettivo inquadrato in una strategia. 

Se i vostri canali social sono curati da un’agenzia, questa vi avrà esposto la strategia che intende impostare e che obiettivi raggiungere. Pubblicare post senza avere obiettivi rischia di diventare un’inutile perdita di tempo e uno spreco di risorse economiche. 

Oggi gli utenti sono sommersi da messaggi e post, sta a noi farci notare e intrattenerli per far sì che da followers o fans diventino clienti. Questo è uno dei motivi principali per cui un brand pubblica post sui social media. Convertire.

Il primo aspetto da misurare sarà quindi l’Engagement.

Cosa significa Engagement e come si misura?

Engagemente significa coinvolgimento, tenere l’utente agganciato ai nostri post e alle nostre storie, in modo attivo e non passivo. Un utente coinvolto prima o poi diventerà nostro cliente. Giorno dopo giorno impara a conoscerci, si avvicina. Un utente passivo prima o poi si stancherà e dedicherà la sua attenzione altrove.

Non dobbiamo fermarci al numero dei followers o dei like al post, perchè non sono i like che fanno di un follower un utente coinvolto. Recentemente l’algoritmo di Instagram ha aggiornato le sue preferenze. Il numero dei like ai post infatti, non premia più come in passato. Oggi premia molto di più il Salvataggio di un post. Quindi i contenuti andranno impostati invogliando gli utenti a compiere questa azione.

Cosa sono i KPI e a cosa servono?

KPI significa Key Performance Index e sta ad indicare quegli indici che misurano le performance dei nostri post sui social media. Sono degli indicatori che ci danno un’idea dell’andamento del nostro lavoro sui social media. Servono quindi per monitorare le nostre campagne, quando investiamo sull’advertising e quando lavoriamo sulla crescita organica. Stiamo raggiungendo utenti qualificati? Quanti utenti tra i miei Followers sono attivi e coinvolti con i miei post? Diventeranno anche clienti? Questa sono alcune delle domande che ci poniamo quando lavoriamo sui social media e dobbiamo valutare il nostro lavoro.

Quali KPI è meglio usare?

Per misurare l’Engagement del nostro pubblico possiamo impostare varie forme di Engagement Rate. In base agli obiettivi che abbiamo definito nella nostra strategia, possiamo far riferimento alla Reach, al singolo post, alle views di un video o ai dati giornalieri/settimanali/mensili.
La formula di calcolo generale è il rapporto tra il totale delle interazioni (like, commenti, shares e salvataggi) e la Reach totale, oppure il totale dei followers, delle impressions o le views.
Al di là dei numeri è importante capire quali sono i parametri importanti per il nostro business e non avere aspettative errate. Un brand appena lanciato sui social non potrà vedere conversioni immediate. Sarà necessario lavorare prima sulla brand awareness, la notorietà e poi avvicinare gli utenti con contenuti ad hoc. La conversione avverrà gradualmente.

Cosa dobbiamo controllare quando facciamo le campagne di advertising sui social media?

L’indice principale di riferimento è il CPA, Cost Per Acquisition, ossia il rapporto tra la spesa pubblicitaria e il numero di conversioni ottenute. In questo caso le conversioni potrebbero essere le vendite come le registrazioni alla newslettere o una qualsiasi azione che ci siamo posti come obiettivo della nostra campagna. Ci dà una misura di quanto costa ogni singola acquisizione. Per chi gestisce un sito ecommerce è un dato importante.

E’ un dato importante che va riportato nei report che prepariamo al termine di una campagna o al termine di un periodo di tempo (mensile, ad esempio).

Altro indice importante è il ROAS (Return On Advertising Spent) ossia il rapporto tra le vendite ottenute grazie alla campagna adv e la spesa pubblicitaria. Misura il costo di ogni singolo ordine ricevuto, in termini di spesa pubblicitaria. Quanto mi costa di pubblicità ottenere una vendita? E’ importante perchè ci serve per capire se i margini di guadagno impostati sono sufficienti o se dobbiamo rivedere la politica dei costi.
Ogni business avrà esigenze diverse in base alla strategia, al prodotto o alla fase del ciclo di vita del prodotto. E’ importante iniziare da subito ad impostare i propri KPI e monitorarli nel corso del tempo, per capire gli andamenti ed intervenire là dove qualcosa non quadra.

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