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Basta Instagram o serve un sito web? Come decidere per la tua azienda

Basta Instagram o serve un sito web? Come decidere per la tua azienda

“Abbiamo Instagram, ci seguono, ci scrivono in privato: serve un sito web?”

È una domanda che mi sento fare spesso dalle piccole aziende di Prato e dintorni, soprattutto da chi ha iniziato con i social e ha visto arrivare i primi clienti. La risposta onesta è: dipende da cosa vuoi ottenere.

Instagram e sito web non sono alternativi: fanno due lavori diversi. Se ti stai chiedendo se basta Instagram o serve un sito web, parti dalla tabella qua sotto.

Profilo Instagram Sito web
Chi ti trova Chi ti segue o chi l’algoritmo decide di raggiungere Chi cerca su Google il tuo servizio o il tuo prodotto
Di chi è lo spazio Della piattaforma, con regole che possono cambiare Tuo, con le regole che decidi tu
Contenuti Visivi e veloci, durano poco Approfonditi, restano nel tempo
Vendita Il contatto parte in privato, la vendita si chiude altrove Preventivi, moduli, ecommerce con pagamento
Fiducia Mostra la vita dell’azienda e le persone Dà informazioni complete e trasmette solidità
Misurazione Le statistiche che la piattaforma ti mostra Visite, contatti e vendite con strumenti tuoi
Impegno Costo di partenza basso, ma tempo costante Investimento iniziale e aggiornamento periodico

Il punto chiave: Instagram fa conoscere, il sito fa scegliere.

Cosa può fare Instagram per la tua azienda

Instagram è ottimo per farsi vedere, raccontare il lavoro quotidiano e creare un rapporto con chi ti segue. Per un’attività con un prodotto visivo (moda, food, arredamento, estetica) è spesso il primo canale da cui arrivano le richieste.

I limiti

  • Non sei a casa tua. Se l’account viene bloccato o hackerato, perdi in un attimo anni di lavoro e di contatti.
  • La visibilità non dipende solo da te. L’algoritmo decide quante persone vedono un post, anche tra i tuoi follower.
  • Chi non ti conosce difficilmente ti trova. Chi cerca “sartoria su misura a Prato” lo scrive su Google, non su Instagram.
  • Le informazioni si perdono. Prezzi, servizi, condizioni e schede tecniche finiscono sepolti sotto i post più recenti.

Se vuoi usare al meglio il profilo, leggi anche Non è il tempo che ti manca… è la sicurezza di non sbagliare contenuto.

Cosa può fare un sito web (e cosa no)

Il sito è il punto di riferimento ufficiale dell’azienda. È lì che il cliente verifica chi sei, cosa fai, dove sei e come contattarti. È anche lo spazio in cui puoi farti trovare da chi ancora non ti conosce, grazie alla SEO. Quando serve un sito web allora e quali sono i limiti?

I limiti

  • Da solo non porta visite. Un sito online ma mai curato resta invisibile.
  • Va aggiornato. Un sito fermo da anni comunica un’azienda ferma.
  • È meno immediato. Non crea lo stesso rapporto quotidiano che nasce sui social.

Il punto chiave: un sito non basta averlo, deve lavorare. Se il tuo è online ma non succede niente, leggi Il sito non porta clienti? 3 leve per farlo funzionare.

Quando basta Instagram (almeno per iniziare)

  • Lavori soprattutto in zona e i clienti arrivano in negozio o ti chiamano dopo aver visto un post.
  • Stai testando un’idea nuova e vuoi capire se interessa prima di investire.
  • La vendita si chiude di persona e non serve spiegare servizi complessi.

Anche in questi casi, però, conviene affiancare almeno il profilo dell’azienda su Google (Google Business Profile), con orari, indirizzo e recensioni.

Quando servono entrambi

  • I tuoi clienti cercano su Google il servizio o il prodotto, non il tuo nome.
  • Lavori con altre aziende. Un buyer o un ufficio acquisti vuole un sito con informazioni chiare, non solo un profilo social.
  • Vuoi vendere online, in Italia o all’estero, con pagamenti, spedizioni e resi gestiti in modo ordinato.
  • Devi spiegare cosa fai: servizi su misura, preventivi, processi produttivi.
  • Vuoi costruire un brand che non dipenda dalle regole di una sola piattaforma.

Pensa a un’azienda della piana che produce tessuti: Instagram mostra le collezioni e il lavoro in fabbrica, il sito raccoglie schede, certificazioni e richieste di campionatura. Uno attira l’attenzione, l’altro trasforma l’interesse in contatto.

Come farli lavorare insieme

  1. Usa il link in bio con criterio. Porta a una pagina specifica del sito, non genericamente alla home.
  2. Tieni lo stesso messaggio. Tono, colori e promesse devono essere coerenti su entrambi i canali.
  3. Fai rimandare i contenuti. Un post presenta un prodotto, il sito lo approfondisce.
  4. Misura. Controlla quante visite al sito arrivano da Instagram e quante diventano contatti.

Il punto chiave: Instagram e sito funzionano meglio quando uno porta all’altro.

Conclusione

Non esiste una risposta valida per tutti. La scelta dipende da chi sono i tuoi clienti, da come ti cercano e da cosa vuoi che facciano dopo averti trovato. Parti da qui, poi scegli gli strumenti.

Se non sai da dove cominciare, il Digital Check-up ti aiuta a capire cosa funziona e cosa manca nella tua presenza online.

Hai dubbi su quale strada prendere? Contattami per iniziare oggi il tuo percorso di crescita

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Social media per aziende: cosa pubblicare, quanto costa, quando delegare

Social media per aziende: cosa pubblicare, quanto costano davvero e quando conviene delegare

Quando un’azienda decide di iniziare, o ricominciare, a usare i social, le domande che sentiamo sono quasi sempre tre:

  • “Cosa pubblichiamo? Non abbiamo niente di interessante da dire.”
  • “Quanto ci costa?”
  • “Lo facciamo noi o lo affidiamo a qualcuno?”

Sono domande giuste, ma vanno affrontate nell’ordine corretto. Prima si decide cosa comunicare e perché, poi si capisce quanto investire e chi se ne deve occupare.

In breve: a cosa servono i social media per aziende?

Servono a farsi conoscere da chi ancora non ti conosce, a mantenere il contatto con i clienti attuali e a dare fiducia a chi ti sta valutando. Per una PMI non è una gara a chi pubblica di più: è un canale da usare con un obiettivo chiaro e con costanza.

Cosa pubblicare: i contenuti che funzionano per una PMI

Il problema raramente è la mancanza di argomenti. È che spesso l’azienda non si accorge di quanto sia interessante, visto da fuori, il proprio lavoro quotidiano.

Gli errori più comuni

Pubblicare solo offerte e promozioni.
Usare foto di repertorio che potrebbero appartenere a chiunque.
Postare solo per gli auguri di Natale o per le ferie di agosto.
Parlare con il linguaggio interno dell’azienda, non con quello del cliente.

Cosa fare

  • Racconta il dietro le quinte. Come nasce un prodotto, come si prepara una consegna, come si lavora in laboratorio o in magazzino.
  • Mostra le persone. I clienti comprano da persone, non da loghi.
  • Rispondi alle domande dei clienti. Le domande che ricevi al telefono o in negozio sono ottimi spunti per post e video.
  • Fai vedere il prodotto o il servizio in uso. Un lavoro finito, un prima e dopo, un cliente soddisfatto (con il suo permesso).
  • Valorizza il territorio. Per un’azienda di Prato, Pistoia o Firenze, il legame con il distretto e con il saper fare locale è un elemento distintivo.

Il punto chiave: non serve inventare contenuti, serve imparare a riconoscerli in quello che fai già ogni giorno.

Se il blocco è la paura di sbagliare, leggi anche Non è il tempo che ti manca, ma la sicurezza di non sbagliare contenuto

Quanto costano i social media per un’azienda

Aprire un profilo aziendale è gratuito. Gestirlo bene no. Il costo reale non è uno solo, ma la somma di più voci che è utile conoscere prima di partire.

Voce di costo Cosa comprende
Tempo interno Ore dedicate a ideare, scrivere, pubblicare e rispondere ai commenti
Contenuti Foto, video, grafiche: fatti internamente o da professionisti
Strategia Obiettivi, pubblico, canali e piano editoriale
Pubblicità Budget per le campagne sponsorizzate, da decidere in base agli obiettivi
Supporto esterno Consulenza, formazione o gestione affidata a un professionista

La voce più sottovalutata è il tempo interno: anche quando la gestione è affidata all’esterno, qualcuno in azienda deve fornire informazioni, foto e approvazioni.

Il punto chiave: il costo non si valuta in assoluto, ma rispetto a cosa vuoi ottenere e a come lo misuri. Per orientarti puoi leggere la pagina quanto costa una consulenza di digital marketing.

Quando delegare e quando gestire i social in autonomia

Non esiste una risposta valida per tutti. Dipende dalle risorse, dalle competenze interne e dagli obiettivi.

Puoi gestirli in autonomia se… Conviene delegare se…
Hai una persona con tempo dedicato e voglia di imparare Nessuno in azienda può seguirli con continuità
Hai un piano editoriale chiaro Pubblichi “quando capita”, senza una direzione
Usi soprattutto contenuti organici Vuoi investire in campagne pubblicitarie
Sai leggere i risultati dei post Non sai capire cosa funziona e cosa no

Attenzione però a delegare tutto. Un professionista esterno può occuparsi dell’esecuzione, ma la conoscenza dell’azienda, dei clienti e del prodotto resta tua. Spesso la soluzione più efficace è mista: strategia e formazione dall’esterno, gestione quotidiana all’interno.

👉Per chi vuole diventare autonomo nella creazione dei contenuti abbiamo pensato il Social Content Starter Pack. Se invece i profili sono fermi da tempo e vuoi rimetterli in ordine, scopri il Digital Reset.

Il punto chiave: delegare l’esecuzione è utile, delegare la visione è un rischio.

Conclusione: prima la strategia, poi i post

I social media per aziende funzionano quando sono parte di un progetto, non un’attività da fare nei ritagli di tempo. Decidi cosa vuoi ottenere, scegli pochi contenuti coerenti e valuta con onestà quante risorse puoi dedicare.

Leggi anche Perchè serve una Strategia per comunicare sui Social Media

Non sai se gestire i social internamente o affidarli a qualcuno? Raccontami com’è organizzata la tua azienda e partiamo da lì.

Contattami per iniziare oggi il tuo percorso sui Social Media

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Come vendere su Instagram

Se il tuo dubbio ultimamente è come vendere su Instagram, allora continua a leggere questo post perchè ci sono informazioni che potrebbero esserti utili.

Come si fa a vendere su Instagram o come si può migliorare la visibilità dei prodotti di uno shop su Instagram, spingere e sfruttare tutte le possibilità messe a disposizione dalla piattaforma.

In attesa che anche in Europa si possa vendere direttamente dalla piattaforma, vediamo quali possibilità sono offerte adesso da Instagram per poter ottimizzare le vendite.
Abbiamo affrontato l’argomento come vendere su Instagram anche in altri post, in questa sede vi daremo una serie di consigli utili da sperimentare subito per iniziare a impostare il vostro shop o per migliorare quello che già avete.

Creare Instagram shop: per chi ancora non ha uno shop, può iniziare creandolo direttamente dall’app di Instagram. Il secondo step sarà la creazione del catalogo prodotti. Lo shop verrà collegato con un tasto ‘visualizza shop’ presente in bella mostra sul profilo. Inoltre i post che vengono pubblicati, figurano via via anche nella sezione ‘shopping’ e ‘cerca’.

Link in bio: invece di avere un solo link per il profilo, si possono usare alcuni strumenti che permettono di creare una seconda bacheca accessibile dal link. Questa seconda bacheca può contenere più di un link ed essere quindi impostata in modo più commerciale. Si può mettere ad esempio il link alla newsletter per raccogliere gli indirizzi mail delle persone interessate ai prodotti, evidenziare una sezione con gli sconti oppure mettere in evidenza il link ad una categoria di prodotti. La seconda bacheca è uno strumento flessibile che si può variare velocemente a seconda delle esigenze stagionali.

Ig shopping: acquistare direttamente da Instagram, al momento è possibile solo negli USA, ma da mesi si parla di poter accedere a questa soluzione anche in Europa. Aver creato una community che graviti intorno all’account è quindi importante per farsi conoscere come brand, far conoscere i prodotti ed essere pronti al momento che la procedura di acquisto sia possibile internamente all’app.

Creare Guide su Instagram: se vi siete persi il post Guide Instagram: cosa sono e come usarle per il proprio Brand vi consigliamo di leggerlo. Gli argomenti varieranno in base a cosa dovete vendere, quindi potete proporre stili, tendenze, utilizzi ecc. Le Guide di Instagram servono per fornire consigli. Si possono usare contenuti già postati o contenuti di altri utenti. Sono suddivise in Places, Products e Posts. Il primo serve per raggruppare luoghi della propria città o luoghi più lontani. Products si usa per consigliare i prodotti preferiti e Posts per raccogliere per argomento i post creati o salvati. Per creare delle Guide efficaci serve una strategia per valorizzare e mettere in evidenza i prodotti.

Stories con shopping: le stories sono al momento lo strumento che insieme ai Reels vi darà una maggiore copertura in termini di utenti raggiunti. Mettendo in evidenza i vostri prodotti con dei video avrete la possibilità di far toccare più da vicino tutti i dettagli o i modi di utilizzo, di spiegare il funzionamento o di mostrare la semplicità di uso. Sono importanti per interagire con la community. Chi ha un Instagram shop può mettere il tag al prodotto con il seguente link al sito ecommerce

Igtv e Reels: come spiegato sopra, i video sono più efficaci per spingere le vendite. Inoltre le sezioni di ricerca di Instagram dedicate ai video e ai Reels, sono un’altra area da esplorare per raggiungere nuovi utenti. 

Influencers: possono taggare prodotti e proporli per la vendita, direttamente dai loro profili. L’opzione è disponibile al momento solo negli USA . Coinvolgere però qualche microinfluencer è però una tattica da sperimentare. La scelta va effettuata con attenzione ma i risultati sono in genere positivi. Anche in questo caso serve ed è basilare, una strategia che unisca gli sforzi e miri ad un obiettivo univoco proposto dall’azienda.

Se trovate interessanti gli articoli come questo, fatecelo sapere condividendolo. Se lo condividete su Linkedin taggateci e lo stesso su Instagram @studioeffervescenza. Consultate anche gli altri argomenti presenti su questo blog relativi al Digital Marketing e il mondo dei Social Media.

Se invece siete interessati ad una consulenza personalizzata, contattateci subito e parlateci della vostra idea.

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5 idee per post e stories per ristoranti e locali pubblici

Idee per post e Stories da pubblicare su Instagram e Facebook per ristoranti e locali pubblici

Le idee per pubblicare sui social media non bastano mai. I locali pubblici devono pubblicare continuamente per tenere il target interessato, ma il rischio può essere quello di postare tutti le stesse cose. Ci sono però delle idee per pubblicare post e stories su Instagram e Facebook per ristoranti e locali pubblici che aiutano a distinguirsi e definire bene la propria identità.

Ne abbiamo scritto più volte, ristoranti e locali pubblici dovrebbero pubblicare costantemente. Nel post Perchè è importante per un Ristorante pubblicare le Stories su Instagram? ve lo spieghiamo. Ogni giorno servono idee nuove per intrattenere il pubblico in modo leggero e simpatico, senza perdere di vista il ruolo che si riveste, ossia comunicare il vostro brand. Questo significa che dobbiamo comunicare chi siamo e cosa ci contraddistingue dai concorrenti. E’ uno sforzo di fantasia che si costruisce sulla base di una chiara strategia.
Un buon punto di partenza è considerare che i clienti di un ristorante o un locale pubblico frequentano questi luoghi per distrarsi e divertirsi e il tono che dovranno avere i post dovrà rispecchiare questo mood.
In base quindi, alla strategia scelta, i contenuti che andremo via via condividendo con il nostro pubblico saranno piacevoli e coinvolgenti e forniranno anche informazioni utili a chi ci sta leggendo.

Quali sono gli argomenti che possono interessare al nostro pubblico? Ci sono argomenti che valgono per tutti ma che verranno interpretati in maniera diversa da ogni ristorante o locale pubblico. In questo modo ognuno potrà far risaltare le proprie caratteristiche e distinguersi quindi dai concorrenti. Questo aspetto è importante.

  1. Sicuramente le novità del menù. La cucina cambia con le stagioni ed introdurre un ingrediente stagionale o una ricetta legata ad un periodo dell’anno, è un modo per attirare l’attenzione. Sia che si tratti di una notizia da trattare per pochi giorni, sia che si prolunghi per un mese intero. Quello che fa la differenza è il modo in cui la novità verrà trattata: avete introdotto una nuova ricetta? E’ una ricetta tipica del vostro ristorante? L’avete ripresa da un libro famoso? Cos’ha di particolare? Perchè la consigliate?
  2. Eventuali promozioni. Ricordiamoci che la promozione o lo sconto, attirano sempre l’attenzione. Le promozioni possono esser proposte anche per il periodo di un fine settimana o un solo giorno ogni tanto. Con la dovuta comunicazione, la promozione riesce a vendere nell’immediato, quindi è bene lanciarla a pochi giorni dal giorno X. Con troppo anticipo si rischia di dimenticarla.
  3. Far vedere qualche curiosità, spiegare gli ingredienti, far vedere una ricetta. Incuriosire è un’esca interessante. Faccio incuriosire per far sì che un utente mi chieda informazioni o provi ad acquistare per la prima volta. Per chi già vi conosce, la curiosità ha un valore ancora più forte perchè è avvalorata dalla fiducia che già ha in voi. Usate il dietro le quinte per far incuriosire e coinvolgere chi vi segue. Chiudete questi post con un chiaro invito a contattarvi, sia sui social media che per prenotazioni. Fate qualche esperimento e noterete un maggiore coinvolgimento dei vostri followers.
  4. Far conoscere chi lavora nel ristorante o locale pubblico. Avvicinarsi ad un locale significa anche conoscere meglio chi ci lavora. La conoscenza passa attraverso tanti aspetti non solo legati al lavoro che si svolge. Chi vi segue non vi segue soltanto per ciò che cucinate o per i cockatils che preparate. Può iniziare a conoscervi meglio ed ‘affezionarsi’ a voi ed al vostro locale, per i valori e gli interessi che avete in comune. Ospitalità e condivisione sono argomenti che meritano un’attenta riflessione: cosa offro nel mio locale? Perchè i clienti vengono a cena qui? Cosa ho in comune con i miei clienti? 
  5. Non copiare gli altri! Sembra banale ma spesso ci ritroviamo ad apprezzare un post o una story di un concorrente e la tendenza è quella di replicarla. Sbagliato. Quello che funziona per un altro ristorante può non funzionare per il nostro. Quello che è adatto ad un locale non è detto sia adatto anche al nostro. La comunicazione è un abito su misura che va cucito sulle nostre caratteristiche non su quelle di un nostro concorrente. Per questo motivo, il nostro consiglio è di sforzarsi a mettere in luce solo ciò che ci contraddistingue. Pubblicare meno post ma pubblicare quelli che davvero vanno a costruire la nostra identità.

Se ti è piaciuto questo argomento, faccelo sapere così continueremo a pubblicarne altri. Se hai qualche dubbio e vorresti farci una domanda contattaci subito !

 

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