Aprire un ecommerce sembra troppo complicato? Da dove partire davvero
“Vorremmo aprire un e-commerce, ma ci sembra troppo complicato.”
È una delle frasi che sentiamo più spesso dalle PMI con cui lavoriamo, a Prato come altrove. Dietro questa frase di solito ci sono tre domande: meglio un marketplace o un sito nostro? Quanto costa? E da dove si comincia?
La buona notizia: aprire un e-commerce non è complicato se lo si affronta un passo alla volta. Diventa complicato quando si prova a fare tutto insieme, senza un ordine.
In breve: cosa significa aprire un e-commerce per una PMI?
Significa aprire un nuovo canale di vendita, non solo pubblicare un catalogo online. Oltre al sito servono prodotti presentati bene, un modo per far arrivare visite, una logistica organizzata e qualcuno in azienda che se ne occupi con continuità.
Marketplace o sito proprio: qual è la differenza?
È la prima scelta da fare e spesso è quella che blocca di più. La tabella qui sotto riassume le differenze principali.
| Marketplace | Sito e-commerce proprio | |
|---|---|---|
| Partenza | Più rapida, la piattaforma è già pronta | Richiede progettazione e sviluppo |
| Visite | Il traffico c’è già, i clienti sono lì per comprare | Le visite vanno portate con SEO, social, pubblicità |
| Costi | Commissioni sulle vendite e canoni della piattaforma | Investimento iniziale, gestione e marketing |
| Brand | Il cliente ricorda il marketplace, non sempre te | Il cliente compra dal tuo marchio |
| Dati dei clienti | Limitati, decide la piattaforma | Sono tuoi, puoi ricontattare chi ha acquistato |
| Concorrenza | Accanto ai tuoi prodotti ci sono quelli dei concorrenti | Il cliente vede solo la tua offerta |
| Regole | Le stabilisce la piattaforma e possono cambiare | Le stabilisci tu |
Il punto chiave: il marketplace ti presta i clienti, il sito proprio ti permette di costruirli. Molte PMI partono da un marketplace per testare il prodotto e poi sviluppano il proprio ecommerce, altre tengono entrambi i canali. Non esiste una risposta valida per tutti: dipende da prodotto, margini e obiettivi.
Quanto costa aprire un e-commerce?
È una domanda legittima, ma la risposta onesta è: dipende da cosa vuoi costruire. Più utile di una cifra è conoscere le voci di costo, così da non avere sorprese dopo il lancio.
Gli errori più comuni
Considerare solo il costo del sito.
Dimenticare commissioni sui pagamenti e sulle vendite.
Non prevedere un budget per far conoscere il negozio.
Sottovalutare il tempo che le persone in azienda dovranno dedicarci.
Si impara anhe dagli errori, in Digital marketing a Prato: perché molti progetti eCommerce falliscono prima ancora di iniziare raccontiamo una storia simile, ma a lieto fine!
Le voci da mettere a budget
- Piattaforma: canone mensile oppure sviluppo su misura, più dominio e hosting.
- Commissioni: dei sistemi di pagamento e, se scegli un marketplace, della piattaforma.
- Contenuti: fotografie, descrizioni prodotto, testi delle pagine.
- Logistica: imballaggi, spedizioni, gestione dei resi.
- Marketing: SEO, campagne a pagamento, social, email marketing.
- Gestione nel tempo: aggiornamenti, assistenza clienti, manutenzione tecnica.
Il punto chiave: il sito è solo il punto di partenza. Il costo reale di un ecommerce si misura nel tempo, non il giorno della messa online.
Se hai un budget contenuto, leggi anche 5 strategie per far crescere il tuo ecommerce con un budget mini

I primi passi per aprire un e-commerce senza perdersi
- Definisci l’obiettivo. Nuovi clienti in Italia, vendite all’estero, meno dipendenza dagli intermediari: ogni obiettivo porta a scelte diverse.
- Parti da pochi prodotti. Meglio dieci schede curate che duecento incomplete.
- Scegli il canale. Marketplace, sito proprio o entrambi, in base a quanto visto sopra.
- Prepara i contenuti. Foto chiare, descrizioni scritte con le parole dei clienti, informazioni su spedizioni e resi.
- Organizza la parte operativa. Chi prepara i pacchi? Chi risponde alle email? Chi aggiorna i prezzi?
- Pianifica come portare visite. Un negozio online senza visibilità è un negozio in una strada dove non passa nessuno.
- Decidi cosa misurare. Ordini, tasso di conversione, valore medio dell’ordine: pochi numeri, controllati con regolarità.
Prima di partire, prova a rispondere alle 10 domande da fare prima di investire in un e-Commerce: ti aiuteranno a capire quanto sei pronto.
Per chi vuole capire se la propria azienda è pronta a vendere online, o ha già un negozio che non decolla, abbiamo pensato l’E-commerce Check-up a misura di PMI.
Conclusione: complicato no, impegnativo sì
Aprire un e-commerce richiede metodo e costanza, non competenze tecniche impossibili. La complessità si riduce quando le decisioni vengono prese nell’ordine giusto: prima l’obiettivo, poi il canale, infine gli strumenti.
Se anche tu pensi che aprire un ecommerce sia troppo complicato contattaci per iniziare oggi il tuo percorso di crescita






